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mercoledì, 02 dicembre 2009
 

I soldi del ponte per la messa in sicurezza del territorio

Nel corteo contro il ponte sullo Stretto organizzato l’otto di agosto avevamo messo al primo posto della piattaforma rivendicativa la richiesta di riconvertire le risorse destinate al ponte nella messa in sicurezza sismica ed idrogeologica del territorio. Alle prime piogge d’autunno (che causarono frane a Letojanni e chiusura dell’autostrada Messina-Catania), una settimana circa prima del disastro del 1. ottobre, avevamo dato agli organi d’informazione un documento intitolato La terra, l’acqua, il fuoco nel quale lanciavamo l’allarme sui rischi cui si andava incontro a causa della mancata cura del territorio e dell’assenza di politiche di prevenzione. Dal tragico 1. ottobre continuiamo ad insistere su questi temi. Riceviamo risposte e, soprattutto, ricevono risposte le comunità colpite dalle frane che rispondono più alle necessità della propaganda che della verità.

E’ stato ripetuto più volte, ad esempio, che le risorse destinate al ponte non sarebbero utilizzabili per la messa in sicurezza del territorio perché finanziamenti europei (come se esistessero allo stato finanziamenti europei per il ponte). E’ di questi giorni la notizia che le risorse per la protezione del suolo (un miliardo, una cifra assolutamente insufficiente), previste dalla Finanziaria, verranno prelevate dal Fondo per le Infrastrutture (lo stesso, cioè, con il quale viene finanziato il Ponte).

Per questi motivi e contro queste falsità abbiamo deciso di ricordare, a due mesi dal disastro, le vittime della zona sud di Messina con una giornata di lotta che, appunto, chieda un piano vero di messa in sicurezza delle popolazioni.

Nonostante i temporali e la grandine che hanno colpito la nostra città fino ad un’ora prima del corteo, la risposta del popolo del no ponte è stata come sempre straordinaria. Oltre mille persone hanno sfilato per le strade di Torre Faro in un corteo infrasettimanale che dà continuità al percorso e alla battaglia che tutti quanti insieme stiamo conducendo da tanti anni ormai e che si è concluso con un’assemblea in piazza con parecchi interventi. Tra questi, il più toccante è stato quello di una rappresentante della comunità di Scaletta Zanclea colpita dall’alluvione.

Invitiamo tutti a lavorare adesso per la migliore riuscita della manifestazione nazionale contro il ponte che si svolgerà il 19 dicembre a Villa San Giovanni.


Messina, 01.12.09


Per la Rete No Ponte

Luigi Sturniolo



domenica, 29 novembre 2009
 

Il soldi del ponte per la messa in sicurezza del territorio

La Rete No Ponte da anni si oppone, in tutte le sedi e con i più vari mezzi (documentazione scientifica, dibattiti, campeggi, volantinaggi, manifestazioni sempre più partecipate) alla progettazione e realizzazione del cosiddetto manufatto stabile sullo Stretto, per l’ingentissimo spreco di risorse che ha già inutilmente sperperato e ancor più sperpererà, per la devastazione ambientale e il dissesto idrogeologico che provocherà, per la sua inutilità sostanziale in un contesto trasportistico da quarto mondo.

La Rete No Ponte si oppone a una delle tante scelte calate dall’alto grazie alla famigerata legge obiettivo che ignora i bisogni e i diritti dei territori per privilegiare opere faraoniche e grandi imprese come lmpregilo, nota ormai più per l’abilità finanziaria e le disavventure giudiziarie con i cantieri dell’alta velocità, la casa dello studente all’Aquila e i megainceneritori campani che per la celerità e la correttezza dei lavori.

Da sempre il movimento no-ponte si batte perché si investa sulle cosiddette opere di prossimità, il risanamento delle colline delle coste e dei torrenti, il consolidamento antisismico del patrimonio edilizio esistente evitando nuove aggressioni speculative a un territorio già compromesso, il potenziamento e il rilancio del trasporto marittimo nello Stretto.

Oggi, dopo il tragico e annunciato disastro dell’1 ottobre e il rischio che possa di nuovo accadere anche in altre parti del nostro territorio, occorre invertire decisamente la rotta e porre con forza la necessità di realizzare con gradualità ma con determinazione quello che ha detto, a caldo, anche il presidente Napolitano: non sprechiamo soldi per il ponte ma investiamoli per il risanamento del territorio.

Senza questa scelta netta continuerà il balbettio confuso sulle responsabilità, sulle scelte da fare, sui soldi da trovare, su dove e se ricostruire, aggravando la sofferenza e il disagio degli sfollati che hanno il sacrosanto diritto di tornare, presto e in sicurezza, dove hanno sempre vissuto.

Il governo invece persevera imperterrito: proprio in questi giorni ha stanziato 1,3 miliardi di euro per la progettazione esecutiva e le cosiddette opere collaterali e compensative e la Regione Sicilia ha dichiarato che investirà 100 milioni di euro per la costruzione dell’opera.

Una delle opere compensative, la variante ferroviaria di Cannitello, sarà inaugurata in pompa magna il 23 dicembre e gabellata come inizio dei lavori del Ponte. La rete siciliana e calabrese risponderà con una grande manifestazione nazionale a Villa San Giovanni il 19 dicembre e con altre iniziative sul territorio.

La Rete No Ponte messinese indice pertanto a Torre Faro, a due mesi dall’alluvione, in un luogo simbolo minacciato dal megapilone del Ponte e lì dove oggi trovano accoglienza in strutture alberghiere buona parte degli abitanti delle zone alluvionate, una MANIFESTAZIONE MARTEDÌ 1 DICEMBRE ore 18.00 con concentramento in Via Circuito (davanti Campeggio dello Stretto) per chiedere l’ utilizzo del miliardo e trecento milioni di euro stanziato per il Ponte per la messa in sicurezza dei nostri territori e, prioritariamente, per le aree alluvionate.

RETE NO PONTE

postato da noalponte | 22:24 | commenti (1)
no ponte
 

Le crepe comunicative dell’esecutivo di Luigi Sturniolo Il giorno dopo l’alluvione che ha colpito la zona sud di Messina e

di Luigi Sturniolo

 

Il giorno dopo l’alluvione che ha colpito la zona sud di Messina e la riviera jonica la ministra Prestigiacomo e il capo della Protezione Civile Bertolaso aggiungevano ulteriore disperazione e rabbia  nei paesi distrutti dalle frane sostenendo che la causa di quanto successo andava addebitata all’abusivismo.

Il giorno successivo il premier Berlusconi, dopo aver sorvolato per pochi minuti le aree colpite dal disastro, esponeva la propria ricetta, preconfezionata visto che non aveva a supporto nessuno studio o indagine scientifica: i paesi colpiti non potevano essere messi in sicurezza, bisognava costruire delle “new town”. “Modello L’Aquila” era l’espressione più gettonata. In conferenza stampa (anzi, “punto stampa”, come lo chiamò per giustificare il rifiuto di concedersi alle domande dei giornalisti) annunciò che si impegnava per una cifra vicina al miliardo di euro.

A due mesi dal disastro non sono arrivate neanche le briciole di quanto promesso, la politica delle new town si è dimostrata assolutamente non desiderata dai diretti interessati e, soprattutto, non c’è neanche l’ombra di un piano serio di uscita dall’emergenza.

 

Pochi giorni dopo il disastro il ministro Matteoli dichiarava che il crono programma della costruzione del Ponte sullo Stretto era confermato. Nei giorni successivi la presa di posizione veniva rinforzata da ulteriori pronunciamenti, tra i quali quelli del premier, fino all’annuncio della posa della prima pietra. Sarebbe stato per il 23 dicembre a Villa San Giovanni, si disse. Se non fosse evidente il segnale politico, una tale tempistica potrebbe essere definita quantomeno frettolosa. Ed, in effetti, in molti considerarono quelle dichiarazioni offensive, considerando il momento ed il bisogno di risorse per l’emergenza che si avvertiva.

Dello stesso segno, peraltro, era stato il comportamento del governatore della Sicilia Lombardo che da una parte annunciava l’impegno di 20 milioni per l’emergenza alluvione e dall’altro chiariva che la Regione Siciliana avrebbe partecipato alla ricapitalizzazione della Stretto di Messina Spa per 100 milioni di euro.

 

Il movimento contro il ponte si batte da tempo per la messa in sicurezza sismica e idrogeologica del territorio. La manifestazione dell’otto agosto, che ha visto sfilare per le strade di Messina migliaia di cittadini siciliani e calabresi, riportava questa rivendicazione come primo punto della piattaforma.

Da quando è avvenuto il disastro con ancora più insistenza chiediamo che le risorse destinate al Ponte vengano utilizzate perché vengano fatti gli interventi necessari affinché si impedisca il ripetersi di tali tragedie.

Più di una volta ci siamo sentiti dire che i soldi stanziati per il ponte non si possono stornare in quanto fondi europei (lasciando in sospeso l’equivoco che fossero fondi stanziati dall’Europa per il Ponte).

In realtà, si tratta di fondi Fas (fondi europei per le aree meno sviluppate) che i Governi possono utilizzare per quelle iniziative che servano a riattivare meccanismi economici virtuosi.

E’ di questi giorni la notizia che il miliardo messo in finanziaria per il Ministero per l’Ambiente e finalizzato al piano per la difesa del suolo (un miliardo per tutta Italia è evidentemente una cifra assolutamente non adeguata alle necessità) è ricavato dai Fondi Fas, a dimostrazione del fatto che non risponde a vero il fatto che i fondi destinati al Ponte sullo Stretto (che hanno appunto stessa natura) non possano essere riconvertiti per la messa in sicurezza del territorio.

 

Martedì 1 dicembre il movimento contro la costruzione del Ponte sullo Stretto manifesterà a Torre Faro alle ore 18.00 per chiedere che i soldi della mega-opera vengano utilizzati per la sicurezza del territorio. Si tratterà di un’iniziativa che ha un chiaro valore simbolico in quanto fissata a due mesi dal giorno dell’alluvione e nei luoghi dove vorrebbero far sorgere il pilone messinese del Ponte. Si tratterà di una mobilitazione a carattere cittadino che avrà anche la finalità di preparare la manifestazione nazionale contro il ponte che si svolgerà a Villa San Giovanni il 19 dicembre.



sabato, 28 novembre 2009
 

Le due tappe della battaglia contro il Ponte: ecco il primo corteo. La "sfida" al comitato "Ponte subito"

"I soldi del Ponte per la sicurezza dei territori". Un "nuovo" slogan per una "vecchia" battaglia, quella della Rete No Ponte che si fa carico del messaggio del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano che, all'indomani della tragedia che ha colpito la zona Sud, aveva chiesto che non si pensasse alle grandi opere ma alla sicurezza del territorio.

I fondi stanziati dal Cipe per il Ponte sullo Stretto, soldi pubblici che ammontano a 1 miliardo e 300 milioni di euro, secondo Santino Bonfiglio della Rete No Ponte, vanno stornati per garantire la sicurezza a tutta la comunità. Con questa missione la Rete No Ponte scenderà in piazza il 1° dicembre a Messina e il 19 dicembre a Villa San Giovanni "perché agli amici calabresi questa volta spetta di diritto visto che i lavori cominceranno lì". Presentata questa mattina l'iniziativa a palazzo dei Leoni che vedrà il corteo snodarsi di nuovo a Torre Faro.

"E' ora di cambiare strada - ha detto Bonfiglio - la Regione mette finanziamenti altissimi per la grande opera, mentre lesina gli aiuti alle popolazioni alluvionate". Poi apre anche ad alcuni interrogativi: "Dove finirà la terra rimossa a seguito dei lavori per la costruzione del pilastro? Già abbiamo avuto difficoltà per smaltire il fango di Giampilieri, dove metteranno la terra della zona Nord?".

Presente anche Daniele Ialacqua di Rifondazione che ha lanciato, non troppo ironicamente, la sfida al Comitato "Ponte subito": "Non si capisce da dove sia spuntato e perché. Questo nome è una metafora messianica davvero di cattivo gusto. Lanciamo la sfida a questi esponenti del Sì - ha detto Ialacqua - scendete in piazza e vediamo in quanti vi seguiranno".

Tantissime le adesioni alle manifestazioni, anche individuali dei cittadini che hanno annunciato la loro presenza anche tramite i social network. "Accanto a noi - ha detto Bonfiglio - tutte le forze politiche che ci hanno accompagnato in questa battaglia, ma soprattutto associazioni come la nostra che saranno al nostro fianco il 1° dicembre".

Massimo Cammarata segnala le incongruenze di Trenitalia che riduce i treni a lunga percorrenza e ridimensiona il traghettamento. Poi spiega che al Corteo del 19 dicembre parteciperanno presumibilmente migliaia di persone. "La manifestazione - ha spiegato - ha lo scopo di dimostrare che il Ponte non è un'opera che interessa e la gente lo dimostra scendendo in piazza".

La Rete No Ponte incassa l'adesione anche da parte del presidente di Legambiente, Santina Fuschi: "Legambiente partecipa ad occhi chiusi. Noi - spiega - non solo siamo contro il Ponte, ma anche contro le opere compensative di cui si parla al momento. Per noi sono inutili così come la grande opera. La priorità è mettere in sicurezza il territorio".

Fonte: http://www.98cento.it/cronaca/4196-le-due-tappe-della-battaglia-contro-il-ponte-ecco-il-primo-corteo-la-qsfidaq-al-comitato-qponte-subitoq.html

postato da noalponte | 01:40 | commenti
no ponte


giovedì, 26 novembre 2009
 

MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 19 DICEMBRE LA PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA SOSTIENE FATTIVAMENTE LA RETE NO PONTE

Questa mattina, presso la Provincia di Reggio Calabria, ha avuto luogo un incontro ufficiale tra la Giunta provinciale e una delegazione della Rete No Ponte.
Alla presenza dell’Assessore alla Cultura Dott. Santo Gioffrè, dell’Assessore all’Ambiente Avv. Giuseppe Neri e del consigliere di maggioranza, capogruppo del Prc, Omar Minniti, l’Amministrazione Provinciale ha assunto l’impegno di sostenere le attività della Rete in vista della manifestazione nazionale che si terrà il 19 dicembre a Villa San Giovanni.
La Provincia di Reggio che non ha mai partecipato ad alcuna iniziativa in merito alla costruzione della grande opera ma ha, anzi, formulato diverse ipotesi di intervento per la costruzione delle opere alternative incentrate su un'idea innovativa di mobilità nello Stretto che siano davvero necessarie al territorio, ha riconosciuto la validità della giornata del 19 dicembre assumendo gli impegni necessari alla riuscita della manifestazione, che vanno al di là dell'adesione formale all'iniziativa.
La Provincia, pertanto, parteciperà alla manifestazione con il proprio gonfalone e assicurerà il supporto logistico e non violento della Polizia provinciale.

 

Finanziaria, restano fuori Irap, Irpef e cedolare sugli affitti

Niente Irap, cedolare sugli affitti e tagli all'Irpef. Sì a interventi per lo sviluppo, welfare ed enti locali. Lo ha detto il relatore della Finanziaria, Massimo Corsaro (Pdl), parlando al termine della consulta economica del Pdl. Alla riunione ha preso parte, fra gli altri, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Interventi su Irpef, Irap e cedolare sugli affitti resteranno, dunque, "fuori dalla Finanziaria".

Tornano i fondi per i libri gratuiti nella scuola dell'obbligo. Dentro, invece, il potenziamento degli ammortizzatori per collaboratori e over50, 500 milioni per l'edilizia penitenziaria, i fondi per finanziare il 5 per mille, le risorse per il Ponte sullo Stretto. Tornano anche i fondi per il rifinanziamento dei libri gratuiti nelle scuole dell'obbligo. Prevista anche'attivazione del turn over al 100% nel settore della sicurezza e per i vigili del fuoco, accanto a una proroga della sospensione del versamento delle tasse per l'Abruzzo.

Tremonti vuole evitare l'assalto alla diligenza. Tremonti, riferiscono i partecipanti, ha fatto una relazione a 360 gradi per sviscerare tutti i problemi sul tavolo e ha invitato i parlamentari a lavorare compatti per giungere a un provvedimento condiviso per l'aula: l'obiettivo è sempre quello di evitare assalti alla diligenza. «Il ministro Tremonti - ha detto il presidente della commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini - ha fatto una panoramica su tutto quello che di concreto c'è sul tavolo, poi si fará una scelta».

Quattro miliardi sul piatto. Ci sono 4 miliardi di euro sul piatto della Finanziaria. La cifra è emersa nel corso della consulta economica del Pdl, come ha riferito il capogruppo del partito alla Camera, Fabrizio Cicchitto, al termine della riunione. «Lavoreremo intorno ai 4 miliardi», ha detto Cicchitto a chi gli chiedeva quante sono le nuove risorse che saranno messe a disposizione per ulteriori misure nel passaggio della manovra alla Camera. Fondi che arriveranno dallo scudo fiscale. Si tratta, dunque, di una cifra notevolmente inferiore rispetto agli 8-10 miliardi di cui si era parlato nei giorni scorsi. «Abbiamo chiaro il quadro del quantitativo complessivo su cui lavorare - ha detto Cicchitto - e lavoreremo su questo d'accordo col ministro del Tesoro».

L'obiettivo è giungere in commissione a un testo condiviso. Il Comitato per la politica economica del Pdl, si legge in una nota, ha analizzato i contenuti della Finanziaria. «C'è stata una discussione ampia, approfondita e costruttiva». I risultati, pienamente condivisi, saranno discussi «domani in un incontro con gli alleati». L'obiettivo ora é quello di definire un testo condiviso che sia approvato già in commissione Bilancio.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/11/finanziaria-cicchitto-risorse.shtml?uuid=b225cf32-d9e4-11de-a8b5-39ada1513d27&DocRulesView=Libero
postato da noalponte | 00:33 | commenti
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martedì, 24 novembre 2009
 

Conferenza stampa Manifestazione 1 DICEMBRE

Venerdì 28 Novembre al Palazzo dei Leoni, sede della provincia di Messina, nella saletta commissioni è fissata la conferenza stampa della ReteNoPonte per la manifestazione dell'1 Dicembre che si terrà a Messina con partenza da via circuito- Torre Faro, nell'ambito delle iniziative per fermare i cantieri del ponte sullo stretto. L'orario d'indizione della conferenza stampa è fissato per le ore 10.30

ReteNoPonte

postato da noalponte | 23:38 | commenti
no ponte
 

Adesione del Circolo "Peppino Impastato" del Prc - Messina

No al Ponte, Sì alla sicurezza dei Messinesi!

“Di fronte a tutti i pericoli, di fronte a tutte le minacce, le aggressioni, i blocchi, i sabotaggi, tutti i frazionisti, tutti i poteri che cercano di frenarci, dobbiamo dimostrare, una volta di più, la capacità del popolo di costruire la propria storia”.


 

Ai fiumi di slogan e bugie dei soliti ultras del ponte, si aggiunge il comportamento scandaloso di una destra cittadina che dimostra tutta la sua inadeguatezza e subalternità: il governo “amico” di Buzzanca e Ricevuto non ha dato un solo euro per far fronte al dissesto ambientale, bocciando persino un primo stanziamento di 100 mln per gli alluvionati, ma, il giorno dopo la tragedia, ha accelerato come un treno sulla costruzione della mega opera!


Già solo questo è sufficiente per opporci alla costruzione del ponte con tutte le nostre forze. Non ci serve altro per capire che siamo di fronte ad una gigantesca speculazione, a danno dell’ambiente, dei messinesi e dei contribuenti tutti; una cattedrale nel deserto (produttivo, ambientale e sociale) in cui viviamo, che gonfierà i profitti dei grandi costruttori ma peggiorerà ulteriormente la qualità della nostra vita.

A questi signori non importa NULLA di Messina e della Sicilia, che hanno sempre trattato come un loro feudo privato, terra di conquista da depredare e spartirsi con la "borghesia mafiosa".
Ora che i siciliani possono vedere con i loro occhi dove va a finire quell’80% di consensi che ci rende più sudditi che cittadini, pensiamo che sia giunto il momento di tirare fuori quell’orgoglio e quella combattività che i nostri antenati ci hanno insegnato in decenni di lotte bracciantili e occupazioni di terre.

Il tempo dei favori e dell’elemosina è finito. Non c’è più alcun favore da chiedere, non c’è più niente da elemosinare: non ci resta altro che lottare!

Sappiamo che manifestare è utile ma non sempre è sufficiente per vincere una battaglia. Occorre costruire dal basso un movimento cittadino che unisca tutte le vertenze del territorio (dalla difesa del lavoro a quella dell’ambiente) e imponga la sua agenda politica a tutti quei politicanti screditati che andrebbero licenziati per giusta causa!


 

Lottiamo affinché i soldi che Berlusconi e Ciucci ci vogliono rubare vengano utilizzati per la messa in sicurezza del territorio, per il potenziamento dell’area dello Stretto, per ferrovie e autostrade, scuole ed ospedali:

ABBIAMO BISOGNO DI PICCOLE OPERE, NON DI MEGA TRUFFE!

 

Martedì 1 Dicembre ore 18 via Circuito - Torre Faro  Cacciamo questi impostori che si sono impossessati della nostra terra. Costruiamo dal basso un movimento cittadino che unisca tutte le vertenze del territorio (dal lavoro alla difesa dell'ambiente) e imponga la sua agenda politica ai politicanti che usurpano le istituzio

Corteo contro il Ponte sullo Stretto e

per la messa in sicurezza del territorio!


 


postato da noalponte | 23:37 | commenti
no ponte
 

Adesione di Rifondazione Comunista alla manifestazione del 19

Parteciperemo alla manifestazione del 19 dicembre per continuare a dire No al Ponte.

Ci opponiamo all’idea della riproposizione per il Sud delle cattedrali nel deserto dell’intervento pubblico, in quanto esse stesse sono divenute deserto, contribuendo a costruire ulteriore deserto intorno a sé. 

Una iniziativa che, per noi e per il movimento, assume il significato di proporre all’intero paese un modello sociale e produttivo diverso per il mezzogiorno, che garantisca lavoro sicuro, onesto e di qualità,  servizi pubblici di qualità, che rendano certi ed esigibili il diritto all’acqua, alla salute, alla scuola.

Un modello economico e produttivo autecentrato ed autopropulsivo,  che tenga solamente conto delle risorse, ambientali, paesaggistiche, architettoniche, artistiche e storiche, delle risorse umane e dei saperi che il Sud possiede.

Quasi tutti gli studi relativi all’impatto ambientale, al territorio, al sistema dei trasporti del ponte, confermano che esso è inutile all’economia, alla trasportistica, nonché gravemente dannoso per l’ambiente, per il paesaggio e per il sistema urbanistico di quel territorio.

Un Sud che non accetta più che altri decidano quale deve essere il suo ruolo e si riappropria della gestione e del controllo democratico del territorio.

Un Sud che si interroga sulla nuova questione meridionale in rapporto agli attuali processi di globalizzazione, e che si oppone alle scelte che gli assegnano una funzione dipendente, di polo del non lavoro e della precarietà, di militarizzazione del territorio e di devastazione ambientale, all’interno di uno sviluppo duale.

Con questa mobilitazione ci battiamo per liberare risorse finanziarie, per potenziare e razionalizzare l’attraversamento marittimo dello stretto, rilanciare la infrastrutturazione della Sicilia e della Calabria, la velocità commerciale, la qualità dei mezzi, dei servizi e del lavoro.

Il “no” al Ponte sullo Stretto di Messina è in questo senso tutt’altro che una chiusura all’innovazione. La priorità, non soltanto per la disponibilità o la compatibilità delle risorse finanziarie, è la qualificazione del sistema infrastrutturale esistente e del suo sviluppo.

Riteniamo che sia necessario incanalare la domanda di mobilità verso trasporti collettivi e l’intermodalità, che non deve significare compatibilità con il trasporto su gomma ed individuale, ma va intesa come progetto di cambiamento radicale dei trasporti del paese.

La priorità per la Calabria e la Sicilia è soprattutto la messa in sicurezza del proprio territorio, soprattutto dopo ciò che è avvenuto a Messina ed in Calabria nel mese di settembre che è la rappresentazione di un disastro ambientale determinata da queste classi dirigenti.

Va sempre ricordato, a quelli che non solamente convivono con le mafie, l’enorme impatto che gli ingenti capitali attirati dal Ponte avranno sulle stesse. Già il rapporto ufficiale, di qualche anno fa, affermava che il 40% del movimento terra sarà appannaggio della criminalità.

La Regione Calabria se vuole condurre coerentemente questa battaglia conrto il ponte deve ritirare il proprio rappresentante dal Consiglio di Amministrazione e Collegio dei Revisori dei Conti della S.p.A. «Stretto di Messina».

Rammentiamo che le grandi imprese straniere hanno abbandonato tutte quante l’operazione della costruzione dell’opera faraonica. Infatti, per la partecipazione alla gara di affidamento della progettazione definitiva, esecutiva e la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina sono pervenute due offerte (Astaldi S.p.a. ed Impregilo S.p.a.)

Una gara tutta italiana, alla quale non ha partecipato alcuna delle grandi imprese straniere, perché evidentemente poco garantite sulla fattibilità del progetto, che presenta non poche incognite sul piano della fattibilità e della certezza dei costi.

Noi non siamo né allegri, né tantomeno soddisfatti, perché conosciamo la verità che sta dietro l’operazione. Essa rappresenta il tentativo di dimostrare che gli impegni assunti dal governo Berlusconi vengono mantenuti, e poco importa se per tentare di dimostrare ciò si sprecano enormi risorse pubbliche. Gli italiani se lo possono tranquillamente permettere anche in questa fase di forte crisi dell’economia, nonostante la certezza che si tratta di un’opera inutile, dannosa ed irrealizzabile.

 

PINO COMMODARI - CPN

DANILO BARRECA - CPN

 

postato da noalponte | 23:22 | commenti
no ponte
 

La prima opera a terra costa 375 milioni

Un'arteria di 10,5 km, a monte della Panoramica: il 65 per cento in galleria, il 15 in viadotti e il resto a terra

di Alessandro Tumino


Non può essere definito solo come il primo cantiere del Ponte sullo Stretto che s'aprirà – pare – nel 2010 a Messina, così come limitata è la dizione di "opera preparatoria" della zona nord della città alla costruzione del Ponte. A termini di progetto, difatti, si tratta di una parte integrante del progetto Ponte: l'innesto della viabilità del grande manufatto nell'autostrada che diventerebbe, al contempo, accessibile fin da Ganzirri.
Parliamo del progetto del collegamento autostradale "Annunziata-Torre Faro", l'arteria lunga 10 chilometri e mezzo, provvista di uno svincolo (Curcuraci) e di un minisvincolo (Ganzirri) per costruire la quale, secondo quanto detto dal presidente Anas, Ciucci – apriranno a Messina, entro il 2010, i primi cantieri per il Ponte. Grazie alla disponibilità del dirigente dell'ufficio Grandi opere, l'ingegnere. Giovanni Caminiti, pronto a fornire chiarimenti ai messinesi interessati, abbiamo voluto approfondirne le caratteristiche principali. Va premesso che di quest'opera stradale, anzi autostradale, contenuti e costi sono in corso di progettazione definitiva a cura del contraente generale che sta lavorando a modifiche sostanziali: anzitutto la variante (stimata 100 milioni) per l'aggiramento della Cittadella sportiva universitaria, in cui ricadevano alcuni pilastri di un viadotto, e in secondo luogo l'ampliamento dell'area di esazione che dovrebbe diventare il minisvincolo di Ganzirri: obiettivo far affluire direttamente sulla nuova autostrada collegata al Ponte e alla città, la "popolazione" che frequenta l'ospedale Papardo e il vicino polo universitario. Fatta la doverosa premessa, vediamo qual è l'attuale previsione di costo, contenuta nel quadro economico del preliminare, del collegamento Annunziata-Faro: l'importo totale risulta, in questo momento, di quasi 375 milioni. La carreggiata "direzione Messina" costerebbe oltre 178 milioni di euro contro i quasi 175 della carreggiata "direzione Reggio".
Più interessante, in questa fase, l'aspetto dell'inserimento di quest'opera – e quindi dei suoi cantieri e discariche – nel territorio collinare tra l'Annunziata e Torre Faro, e quindi della necessaria valutazione finale d'impatto ambientale: «Il collegamento autostradale sul versante siciliano – si legge in un documento del 2004 – avrà uno sviluppo complessivo di circa 10 chilometri e mezzo, di cui il 65 per cento (6.850 metri) in galleria, il 15 per cento (1.545 metri) in viadotto e il rimanente 15 per cento all'aperto (mezza costa, trincea, rilevato)». E ancora le previsioni del preliminare, sempre suscettibili di modifica: «Il tratto stradale – si legge – comprenderà una zona di esazione per i due sensi di marcia con nove corsie ed, immediatamente a Sud, una rampa di servizio ed emergenza, una prima galleria di circa 3 chilometri (Faro) che termina a Guardia dov'è ubicato lo svincolo (denominato Curcuraci). Seguono altri tratti in galleria (Balena di Guardia o Pace e Le Fosse da Pace all'Annunziata) e 4 viadotti: quelli denominati Pace e Curcuraci e quelli per il collegamento al costruendo svincolo ubicati in corrispondenza dei torrenti Ciccia ed Annunziata».
Ed è evidente quanto sarà importante per la città disporre in modo pieno, in tempi più rapidi rispetto al collegamento autostradale Annunziata-Faro, degli svincoli di Giostra e Annunziata! E qui non c'è ancora sufficiente chiarezza: perché l'Accordo di programma per il Ponte del 27 novembre 2003 prevede tra le opere da finanziare la "seconda canna in galleria" tra Giostra e Annunziata eppure occorre ancora definire la specifica fonte di finanziamento. Ma torniamo alla prima opera del Ponte, con qualche dato finanziario più di dettaglio – quantunque provvisorio – relativo ai 10 chilometri e mezzo del nuovo tracciato: 5 gallerie, di cui 4 naturali (Faro Superiore, Balena, Le Fosse e Serrazzo) una artificiale (Balena) e 5 viadotti (Pantano, Curcuraci, Pace, Ciccia e Annunziata).
Secondo il progetto preliminare del Ponte, la "Galleria Faro Superiore" costerebbe circa 77 milioni in direzione Messina e 76 in direzione Reggio, la "Galleria Balena" oltre 24 milioni nel primo senso e quasi 23 nel secondo; la "Galleria Le Fosse" comporterebbe una spesa di 43 milioni e mezzo in direzione Messina e poco più di 43 in quella reggina; poi la "Galleria Serrazzo" con i suoi 7 milioni e passa nel senso siciliano e 10 circa in quello calabrese ed infine, per poco meno di 6 milioni, la Galleria artificiale Balena. Quanto ai quattro viadotti previsti, l'importo globale necessario risulta, al momento, di 15 milioni e 228.000 euro nella direzione messinese e di 17 milioni e 215.000 euro nella direzione reggina. Infine le somme per i "tratti su terra" (mezza costa, trincea) rilevato per poco meno di 10 milioni complessivi.
A tutti questi importi il progetto preliminare ne somma altri relativi alle «interferenze con la viabilità esistente», al «completamento dello svincolo di Annunziata», allo svincolo di Curcuraci (quasi 15 milioni) e all'area di esazione di Ganzirri (più di 5 milioni) arrivando come detto alla ragguardevole cifra di quasi 375 milioni. E, come accennato, le somme cresceranno ancora con l'inserimento della variante indispensabile a preservare la Cittadella sportiva universitaria e della trasformazione in Minisvincolo di Ganzirri della più semplice "area di esazione".
Sono numerosi i profili legati all'impatto ambientale, che dovranno essere adeguatamente valutati in sede d'approvazione del progetto definitivo. Come uno dei passaggi più significativi, tra quelli consumati tra il 1992 e il 2002, basti citare una delle cosiddette " ottimizzazioni" indicate dalla "Sintesi non tecnica" dello Studio d'impatto ambientale del progetto: «Abbassamento del profilo del Ponte di circa 11 metri e conseguente abbassamento del Viadotto Pantano con riduzione dello sviluppo dello stesso da 811 metri a 432 e la riduzione delle campate da 11 a 6», inserimento di un tratto di 350 metri in galleria artificiale».

Fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=142782&Edizione=13
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